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In questa sezione del sito di Nuovo Orione troverete sempre le notizie più aggiornate dedicate al mondo degli astrofili e degli appassionati di astronomia e astronautica. Questo nuovo servizio vuole colmare l'intervallo temporale tra le uscite della rivista, offrendo ai lettori spunti per "navigazioni" nella Rete degli osservatori astronomici, delle agenzie spaziali e delle realtà amatoriali di tutto il mondo.

01/08/2009
Lavora a Torino il fisico solare dell'anno Alessandro Benporad,33 anni

Lavora a Torino il fisico solare dell’anno: Alessandro Bemporad, 33 anni

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Alessandro Bemporad, ricercatore dell’INAF-Osservatorio Astronomico di Torino, è il vincitore dell’edizione 2009 del premio internazionale JOSO, assegnato ogni due ogni due anni al miglior fisico solare con meno di 35 anni. In palio c’erano soltanto 800 euro, ma ciò che conta è il riconoscimento che viene ai suoi lavori, che hanno portato a nuove ipotesi sulla natura e sui meccanismi che regolano le tempeste solari.

Bemporad, 33 anni, ricevendo l’annuncio del premio JOSO (Joint Organisation for Solar Observations), in un comunicato dell’Inaf descrive così il suo lavoro: «Il mio campo di ricerca è la spettroscopia dei plasmi della corona solare. Le eclissi di Sole sono l’unica occasione che abbiamo per vedere e studiare la corona solare nella luce visibile direttamente da Terra. Fortunatamente, però, ci sono anche i satelliti. Nell’articolo premiato, per esempio, mi sono avvalso dei dati raccolti dal  telescopio spaziale SOHO: una sonda, della NASA e dell’ESA, che ha fatto la storia della fisica solare».

Ed è proprio analizzando le osservazioni nell’estremo ultravioletto raccolte dallo strumento UVCS (Ultraviolet Coronagraph Spectrometer) a bordo di SOHO che Alessandro Bemporad si è imbattuto in una super tempesta solare: come quelle che, quando investono il nostro pianeta, oltre a provocare le aurore polari possono mandare in tilt le telecomunicazioni e causare black-out. Alcune ore dopo la tempesta magnetica studiata da Bemporad, avvenuta nel 2002, la corona solare raggiunse la temperatura record di più di 6 milioni di gradi. «Un problema con la P maiuscola, per noi fisici solari, è capire perché, allontanandosi dalla superficie del Sole la temperatura, invece di diminuire, aumenti fino a raggiungere il picco a circa 200mila chilometri dalla superficie. Ma, anche in quel punto della corona, raramente si arriva a 2 milioni di gradi».

Sei milioni di gradi sono davvero troppi per poter essere descritti dalle teorie correnti. Il modello alternativo proposto da Bemporad ipotizza che il fenomeno fisico alla base di simili eventi, detto «riconnessione magnetica», responsabile del riscaldamento del plasma, non avvenga in un solo punto della corona, ma sia distribuito su una miriade di strutture talmente piccole da non poter essere distinte dagli strumenti attuali. Così si spiegherebbe anche lo spessore stranamente elevato della zona di riscaldamento (nell’ordine di 10mila chilometri) rispetto ai pochi metri previsti dalle attuali teorie.

Il premio verrà consegnato a Bemporad nei pressi di Graz (Austria) a fine settembre, Bemporad continuerà a studiare il Sole anche con il coronografo SCORE (Sounding-rocket Coronagraphic Experiment). Progettato a Torino, è stato lanciato dal Naval Reasearch Laboratory a bordo di un razzo sub-orbitale il 21 luglio, in concomitanza dell’ultima eclisse di Sole, la più lunga del secolo XXI.